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		<title>“Le ore” di Michael Cunningham (Bompiani)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Mar 2014 08:21:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le ore&#8221; di Michael Cunningham vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale. Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;La Signora Dalloway&#8221;, una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso. Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a style="font-style: italic;" href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3108" title="compra &quot;Le ore&quot; di Michael Cunningham (Bompiani)" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/05/le-ore.jpg" alt="bompiani Michael Cunningham le ore" width="190" height="294" /></a><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di <em>Michael Cunningham</em> vinse il premio Pulitzer per la narrativa nel 1999;   successivamente, nel 2002, ne fu tratto l&#8217;omonimo film. Il libro è un vero e proprio omaggio a Virginia Woolf, suo personaggio principale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono narrate le vicende di tre donne, Virginia, Laura e Clarissa, in tre diverse epoche: l&#8217;inizio del ventesimo secolo (1923), il secondo dopoguerra (1949) e il 2001. È ambientato in tre diversi luoghi: la città di Londra (o, per meglio dire, un suo sobborgo), New York e la California. Filo conduttore, nonché trait d&#8217;union di tutta la storia è &#8220;<em>La Signora Dalloway&#8221;, </em>una delle opere più famose della Woolf. Virginia è impegnata nella creazione del personaggio di Clarissa; Clarissa Vaughan, signora newyorchese di mezza età, porta lo stesso nome della Dalloway; mentre Laura è immersa nella lettura del libro stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuna di loro conduce una vita apparentemente serena: Virginia può contare sull&#8217;affetto del marito e dei famigliari, e, non avendo particolari problemi economici, è libera di dedicarsi alla scrittura. Laura è una giovane sposa il cui unico compito dovrebbe essere quello di condurre la casa; ha un marito devoto, un figlio di tre anni, ed è in attesa del secondo. Clarissa è un&#8217;affermata editor, abita in una bella casa, conduce una vita brillante, ama ed è ricambiata. Trionfa il genere femminile: agli uomini, infatti, non solo sono riservati ruoli marginali, ma, fatta eccezione per Richard, sono tutti dipinti come persone discutibili, o buffe, o insignificanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> è un romanzo che si avvita su sé stesso: le ripetizioni e i rimandi sono frequenti, poiché è su di loro che si basa la narrazione. Le rose ne sono un esempio: sono presenti nel sogno di Virgina, decorano la torta preparata da  Laura, mentre Clarissa (inclusa la stessa Signora Dalloway) le compone in un vaso. Petali di rosa sono sparsi attorno al corpo dell&#8217;uccellino, nel giardino di Virgina, per l&#8217;estremo saluto. Le voci che tormentano Richard, nella fase finale della sua malattia, ricordano quelle che teme Virginia, quando combatte contro la depressione e, probabilmente, la pazzia. La Woolf racconterà il bacio dato dal suo personaggio (Clarissa Dalloway) a una donna; Laura bacia la vicina di casa Kitty, e Clarissa Vaughan vive da anni con la compagna Sally. L&#8217;autrice della Signora Dalloway, aspirante suicida, medita il suicidio del suo personaggio. Laura, anch&#8217;essa attratta dalla morte, dedica ore alle lettura del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il romanzo di Cunningham, in realtà, è comunque un inno alla vita, poiché l&#8217;autore ci suggerisce che le ore davvero importanti sono quelle che preludono alla felicità. Sono la felicità stessa. Clarissa e Richard, una ridda di pensieri in testa, che passeggiano attorno allo stagno mentre scende la sera, dopo il loro primo bacio, questa è una promessa di felicità. Un&#8217;altra passeggiata, sempre sul finire del giorno, piena di speranza: finalmente si torna a Londra! Leonard ha ritrovato Virginia, e, tenendola per mano, risale lentamente verso casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le ore&#8221;</strong> di Michael Cunningham<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845249778/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845249778&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3036" title="compra su amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2014/04/compra-su-amazon.jpg" alt="" width="200" height="38" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Bompiani</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 169  &#8211;  euro 8</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/index.php/collaboratori/clara-zangrandi/" target="_self">Recensione di Clara Zangrandi</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #993300;">.</span></p>
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		<title>&#8220;Accabadora&#8221; di Michela Murgia (Einaudi)</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 16:19:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La pratica di lasciare i propri figli alla cura di terze persone fu abbastanza usuale in Italia, e non solo in Sardegna. Lo scopo era quello di proteggere i più piccoli: solitamente, il bambino che viveva nell&#8217;indigenza veniva accolto da una famiglia benestante e allevato come un figlio. Maria, ad appena sei anni viene sottratta ad una sicura vita di stenti e affidata a Bonaria, che è sola e prossima ad una facoltosa vecchiaia. La bambina e la sua nuova madre, pur conservando una sorta di pudore reciproco, imparano a volersi bene, a tenersi compagnia, ad avere fiducia l&#8217;una nell&#8217;altra. Uniscono le loro solitudini, conservando la rispettiva individualità. Fra di loro il pudore frena sempre gli slanci più sinceri, anche se questo non impedisce il formarsi di una vera e propria unione di anime. Michela Murgia racconta una Sardegna nera come la pece, a cominciare dall&#8217;immagine di copertina. Il volto di una ragazzina immerso nelle tenebre è rischiarato solo dalla luce delle candele. E nere sono le vesti, neri gli scialli, neri i capelli e scuri gli occhi &#8211; e profondissimi – delle donne che popolano il romanzo. Scordiamoci il mare cristallino e le spiagge inondate di sole: qui, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/886621311X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886621311X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2811" title="michela murgia einaudi accabadora" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-accabadora.jpg" alt="accabadora murgia einaudi" width="190" height="292" /></a>La pratica di lasciare i propri figli alla cura di terze persone fu abbastanza usuale in Italia, e non solo in Sardegna. Lo scopo era quello di proteggere i più piccoli: solitamente, il bambino che viveva nell&#8217;indigenza veniva accolto da una famiglia benestante e allevato come un figlio.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Maria, ad appena sei anni viene sottratta ad una sicura vita di stenti e affidata a Bonaria, che è sola e prossima ad una facoltosa vecchiaia. La bambina e la sua nuova madre, pur conservando una sorta di pudore reciproco, imparano a volersi bene, a tenersi compagnia, ad avere fiducia l&#8217;una nell&#8217;altra. Uniscono le loro solitudini, conservando la rispettiva individualità. Fra di loro il pudore frena sempre gli slanci più sinceri, anche se questo non impedisce il formarsi di una vera e propria <em>unione di anime</em>.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>Michela Murgia</em> racconta una Sardegna nera come la pece, a cominciare dall&#8217;immagine di copertina. Il volto di una ragazzina immerso nelle tenebre è rischiarato solo dalla luce delle candele. E nere sono le vesti, neri gli scialli, neri i capelli e scuri gli occhi &#8211; e profondissimi – delle donne che popolano il romanzo. Scordiamoci il mare cristallino e le spiagge inondate di sole: qui, la vera protagonista è la notte. L&#8217;oscurità è complice delle azioni più o meno lecite dei personaggi.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il linguaggio dell&#8217;autrice non è immediato: lei utilizza <em>“il suo sardo”</em> ed è il lettore che, poco alla volta, vi si adatta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><em>&#8220;La notte di Ognissanti. Quando la porta viene lasciata aperta per la cena delle anime, voi potete entrare e uscire senza sospetto!&#8221;</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Superstizioni, lamentazioni in versi, credenze; a Soreni sopravvivono rituali antichissimi che sembrano avere fermato il tempo nonostante l&#8217;azione si compia nella seconda metà del Novecento.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Quando Maria si reca a Torino, la descrizione della fredda città la fa comunque risaltare, al confronto di Soreni: Torino sembra avere più colore e vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;intrico delle strade dei paesini sardi, quelle segnate seguendo il capriccioso percorso costituito dalle case preesistenti, nel capoluogo piemontese è sostituito da un perfetto reticolato,  assolutamente regolare.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il centro della città costruito in base ai dettami dell&#8217;urbanistica romana, il suo nitore, la modernità di Torino non devono però trarre in inganno; l&#8217;autrice ci ricorda che un&#8217;apparente regolarità non deve necessariamente fornire alcuna certezza, né protezione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Se inizialmente Maria fuggirà al suo destino, poi vi farà ritorno. Assolverà al suo dovere di <em>figlia d&#8217;anima</em>, rispettando un patto non scritto, ma conosciuto da tutti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tornerà e si prenderà cura di sua madre, l&#8217;<em>Accabadora, colei che finisce</em>.</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
</div>
<div><strong>&#8220;Accabadora&#8221;</strong> di Michela Murgia<a href="http://www.amazon.it/gp/product/886621311X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=886621311X&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></div>
<div>edito da Einaudi</div>
<div>pp. 164  &#8211;  euro 13</div>
<div>
<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
</div>
<div><a href="http://ilcapelvenere.blogspot.com/" target="_blank">Recensione di Clara Zangrandi</a></div>
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<p class="p1"><span class="s1"><em> </em></span></p>
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		<title>&#8220;Le vergini suicide&#8221; di Jeffrey Eugenides (Mondadori)</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 19:51:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando l&#8217;epilogo è già contenuto nel titolo di un libro, si presume che il testo non riservi molte sorprese. Allo stesso modo, se la storia riguarda la morte di cinque ragazze, inevitabilmente si affronterà la lettura con una certa predisposizione d&#8217;animo. L&#8217;autore Jeffrey Eugenides, con discreta maestria, riesce ugualmente a cogliere l&#8217;attenzione del lettore, a creare l&#8217;attesa. Le cinque sorelle Lisbon sono descritte sommariamente: ciascuna si distingue forse per un paio di caratteristiche fisiche o caratteriali, ma in realtà, il vero protagonista è il gruppo, l&#8217;unione di tutte loro. Un altro gruppo, questa volta di maschi, compagni di scuola delle giovani, costituisce la voce narrante del romanzo: costoro, volgendo lo sguardo al passato, vanno alla ricerca di una spiegazione plausibile di quanto successe all&#8217;epoca. La storia è ambientata in una non meglio precisata cittadina americana, a ridosso di un lago, intorno agli anni settanta. È la stessa casa dei Lisbon a delineare la parabola discendente di coloro che la abitano. Unico elemento visibile (la vita che si conduce al suo interno è preclusa alla vista dei passanti e dei vicini), l&#8217;abitazione diviene il punto focale della storia. Attorno a questa dimora, della quale si descrive via via, e assai minuziosamente, lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804583614/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804583614&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2451" title="le vergini suicide jeffrey eugenides mondadori" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2013/05/leverginisuicide1-200x309.jpg" alt="jeffrey eugenides mondadori le vergini suicide" width="190" height="294" /></a>Quando l&#8217;epilogo è già contenuto nel titolo di un libro, si presume che il testo non riservi molte sorprese. Allo stesso modo, se la storia riguarda la morte di cinque ragazze, inevitabilmente si affronterà la lettura con una certa predisposizione d&#8217;animo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;autore <em>Jeffrey Eugenides</em>, con discreta maestria, riesce ugualmente a cogliere l&#8217;attenzione del lettore, a creare l&#8217;attesa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Le cinque sorelle Lisbon sono descritte sommariamente: ciascuna si distingue forse per un paio di caratteristiche fisiche o caratteriali, ma in realtà, il vero protagonista è il gruppo, l&#8217;unione di tutte loro. Un altro gruppo, questa volta di maschi, compagni di scuola delle giovani, costituisce la voce narrante del romanzo: costoro, volgendo lo sguardo al passato, vanno alla ricerca di una spiegazione plausibile di quanto successe all&#8217;epoca. La storia è ambientata in una non meglio precisata cittadina americana, a ridosso di un lago, intorno agli anni settanta.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È la stessa casa dei Lisbon a delineare la parabola discendente di coloro che la abitano.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Unico elemento visibile (la vita che si conduce al suo interno è preclusa alla vista dei passanti e dei vicini), l&#8217;abitazione diviene il punto focale della storia. Attorno a questa dimora, della quale si descrive via via, e assai minuziosamente, lo sfacelo,  si  creano congetture di ogni tipo.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Qualcosa di simile viene raccontato nel romanzo di Harper Lee <em>&#8220;Il buio oltre la siepe&#8221;</em>: la casa è il solo anello di congiunzione fra chi vi vive segregato ed il resto del mondo; anche in questa circostanza vi è una stretta relazione fra il declino dell&#8217;immobile e l&#8217;infelice vita condotta al suo interno.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Il primo suicidio, quello di Cecilia, la più piccola, segna il punto di non ritorno: dopo di allora, la rispettabile famiglia Lisbon non sarà più la stessa.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;iniziale, vano, tentativo di continuare a condurre una vita normale, tutti i membri della famiglia si arrenderanno, incluse le figlie, sebbene inizialmente più riluttanti.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">S&#8217;intuisce facilmente quanto sia difficile, per le ragazzine, guadagnarsi uno scampolo di libertà, soprattutto rispetto a quella goduta, al tempo, dai maschi loro coetanei.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">È invece difficile capire quanto la prigionia nella quale si riduce l&#8217;intera famiglia sia effettivamente consapevole e desiderata.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Se da una parte l&#8217;incuria devasta l&#8217;esterno della casa, dall&#8217;altra parte, al suo interno, questa  si riempie di  oggetti, all’inverosimile.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tutto è permeato dalla presenza delle sorelle, costrette in angusti spazi:  vestiti, prodotti di bellezza, terraglie, cibo, rifiuti, sembrano riprodursi senza posa, quasi a compensare, nell’abbondanza, la vita di chi la abita, che invece si svuota gradualmente di significato.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Tutti i tentativi di salvare Lux, Bonnie, Mary e Therese cadranno a vuoto, ed i ragazzi potranno solo continuare a fantasticare davanti alla porta di casa loro, che resterà costantemente chiusa, con le cortine abbassate.</div>
<div style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Le vergini suicide&#8221;</strong> di Jeffrey Eugenides<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804583614/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804583614&amp;linkCode=as2&amp;tag=esdistwwgaco-21" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="Compra su Amazon" src="http://www.gabrieleametrano.com/scrittidavoi/wp-content/uploads/2011/09/Compra-da-Amazon-copy.jpg" alt="" width="90" height="28" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">edito da Mondadori</p>
<p style="text-align: justify;">pp. 213  &#8211;  euro 9.50</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ilcapelvenere.blogspot.it/" target="_blank">Recensione di Clara Zangrandi</a></p>
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<p style="margin: 0px; font-size: 12px; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman'; min-height: 15px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
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